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alimentazione ayurvedica

Alimentazione Ayurvedica

Alimentazione Ayurvedica

Un’alimentazione corretta è alla base di una vita sana e felice; la scelta del cibo riveste un ruolo di fondamentale importanza per raggiungere il nostro equilibrio psicofisico. Proprio per questo, ognuno di noi dovrebbe mangiare soltanto i frutti del proprio orto, da lui curato e coltivato, ma poiché oggi per la maggior parte di noi questo non è possibile, la nostra attenzione dovrebbe ricadere sulla scelta della persona che prepara il cibo, che assume un ruolo di fondamentale importanza. Il cuoco lavora la materia, ne estrae l’essenza stessa e con essa alimenta il fuoco digestivo della persona. Il cuoco ha il potere di migliorare le qualità di quasi tutti i cibi, ma il loro effetto dipende in ultima domanda dalle capacità digestive del singolo individuo.

Il processo digestivo dell’individuo è costituito da tre stadi principali: uno stadio “crudo”, nello stomaco, uno di “cottura” nell’intestino tenue, ed uno di “cottura completata” nel colon. Nella fase “cruda” il cibo è impuro e potenzialmente velenoso; ma una volta completamente cotto dal fuoco digestivo diventa puro e pronto per essere assimilato dall’organismo.

Le qualità intrinseche del cibo agiscono direttamente sul fuoco digestivo dell’individuo: gli alimenti caldi accrescono il fuoco a disposizione dell’organismo, mentre gli alimenti freddi lo smorzano (in genere le sostanze acide, salate e piccanti sono calde, mentre quelle dolci, amare ed astringenti sono fredde).

La scelta del cibo, in grado di fornire un equilibrato apporto di sostanze all’organismo, dovrebbe basarsi sulla valutazione di fattori fondamentali, quali le qualità intrinseche dell’alimento, la sua preparazione, la sua associazione con altri cibi, la quantità, il clima, la stagione, le regole dell’alimentazione e la persona.

Le abitudini, lo stile di vita e la dieta determinano la salute fisica dell’individuo. Le cause responsabili di una cattiva salute sono:

I. Cibi non idonei alla propria costituzione fisiologica.

Secondo l’Ayurveda, ogni individuo è costituito dai tre elementi: Vata, Pitta e Kapha. Invariabilmente, in ogni individuo, uno dei tre elementi è presente in eccesso, questo secondo l’età, la costituzione,la stagione e il momento della giornata. Non si devono mangiare i cibi che sviluppano l’elemento già presente in eccesso.

II. L’inquinamento atmosferico, delle acque e del cibo

L’inquinamento atmosferico, delle acque e del cibo sono le cause principali dell’alto grado dell’elemento Pitta presente nel 80% della popolazione mondiale. Pertanto, indipendentemente dal tipo di costituzione fisiologica, i cibi caldi di natura dovrebbero essere consumati il meno possibile.

III. La presenza di Ama.

La produzione di una sostanza tossica chiamata Aam è dovuta ad un metabolismo irregolare, a indigestione (Fuoco digestivo debole) e a cibi mal digeriti e assorbiti. Aam è una sostanza appiccicosa, oleosa, spesso fermentata e di cattivo odore.

Lo sviluppo di Aam durante lo svolgimento delle funzioni metaboliche ostacola lo sviluppo dei tessuti e nel corso del processo digestivo non permette al corpo di trarre nutrimento ed energia dal cibo. Se tale condizione permane, Aam provoca colite, dissenteria e diarrea. Quando si unisce con i 3 dosha ed entra in circolazione nell’organismo agisce al pari di un veleno, ostruendo tutti i canali nel corpo e causa debolezza e pesantezza. Inoltre ostruisce il passaggio normale di Vata provocando emicrania, dolori nel corpo, coliche addominali, irrigidimento della schiena e delle anche, sbadigli e stordimento, sete e irrequietezza. A livello mentale Aam causa irritabilità, depressione, letargia, ecc.

Suggerimenti per controllare Ama:

– Non mangiare mai fino a sentirsi completamente sazi. Sentire lo stomaco vuoto per un terzo della sua capacità.

– Mangiare cibi caldi per stimolare la digestione.

– Mangiare solo quando si è completamente digerito il pasto precedente.

– Consumare i pasti in un ambiente tranquillo.

– Masticare a lungo in modo che l’enzima salivare (ptialina), preposto alla prima digestione delle sostanze amidacee, svolga al massimo la sua funzione.

– Evitare di mangiare se non si ha appetito.

– Evitare sforzi prolungati, non eccedere nella vita sessuale e aspettare almeno 1 ora prima di coricarsi dopo i pasti.

– Di solito, il grano aumenta Aam, quindi si consiglia di mangiare pane e pasta con moderazione. Se ne può aumentare il consumo in inverno, essendo il processo della digestione più attivo, e mangiarli occasionalmente nelle altre stagioni. Cibi consigliati sono: riso, orzo, verdure, fagioli moong e lenticchie.

– Un pasto dovrebbe consistere in 50% di verdure cotte, 25% di legumi e frumento e 25% di liquidi.

– Aggiungere condimenti come zenzero, pepe nero, cannella, cumino, basilico, aglio, ecc. per aiutare la digestione.

– Evitare un consumo eccessivo di cibo oleoso, pesante, grasso, dolce, molto freddo, congelato, sofisticato, fermentato, poco cotto, secco e non fresco.

– Digiunare oppure mangiare solo zuppe quando è presente un eccesso di Aam.

Aam rende le feci molto appiccicose, unte, semi-solide e pesanti.

IV. Riduzione della produzione di Ojas.

Il cibo digerito è convertito nei differenti tessuti attraverso il processo metabolico. L’Ojas è il “nettare” dei tessuti corporei (i sette dhatu). E’ responsabile dell’energia vitale, dell’entusiasmo, della forza e del sistema immunitario dell’organismo.

La digestione è influenzata da varie cause dovute all’alimentazione, abitudini e stile di vita le quali provocano pesantezza dopo i pasti, rigurgito e flatulenza. Se tale condizione permane si forma Aam ed una eccessiva formazione di Vata e Pitta. Si accentuano sintomi di insonnia, stress, ansia, negatività mentale. I processi digestivi e metabolici sono compromessi e non avviene il corretto nutrimento dei diversi tessuti. In tal caso si riduce la produzione di Ojas e di conseguenza il sistema immunitario si indebolisce.

Suggerimenti per mantenere Ojas:

– Evitare la caffeina e cibi fermentati, fritti, aspri e acidi.

– Si consiglia di mangiare più ghee (burro chiarificato), latte, zucca e frutta dolce, come meloni, cachi, ecc.

– Evitare associazioni alimentari come latte e pesce, latte e uova, latte e frutta e latte con cibi salati. Inoltre, cibi poco digeribili e cibi a basso contenuto nutrizionale.

– Bere alcolici il meno possibile. Il vino aiuta la digestione se consumato durante o dopo i pasti. Come aperitivo dà la falsa illusione di appetito. Un’ alimentazione eccessiva produce Aam.

– Se la notte precedente si è dormito per poche ore consumare pasti leggeri.

– Per indurre il sonno, applicare dell’olio sulle tempie.

– Dieci minuti di meditazione al giorno porta chiarezza nei pensieri, nelle parole e nelle azioni.

– Avere rapporti sessuali per più di 2 volte alla settimana provoca l’indebolimento di Ojas.

– Controllare il sentimento di rabbia per migliorare la vita quotidiana.

Preparazione del cibo

Le qualità degli alimenti possono subire modifiche durante la preparazione. Il riso, che per sua natura è leggero, lo diventa ancora di più quando è arrostito in padella e diventa riso soffiato; al contrario, la farina di riso soffiato può essere resa più pesante, riducendola a palline e friggendola. Il latte diventa più leggero se riscaldato con l’aggiunta di spezie come lo zafferano, ed il riso diventa più pesante se cotto con il latte. Il miele, che è una sostanza con potenza calda, non dovrebbe mai essere cotto o semplicemente riscaldato, perché questi processi contribuiscono ad aumentarne il calore.

Il criterio base della cucina indiana è quello di prevenire i possibili effetti collaterali degli alimenti attraverso opportuni accorgimenti nella preparazione e nella cottura. Spesso il pesce è cucinato con i semi di finocchio o con il latte di noce di cocco, oppure condito con il succo di limone, per raffreddarlo e ridurre così le probabilità che aggravi pitta (calore corporeo). Normalmente, nella preparazione dei fagioli sono usati anche altri ingredienti, come l’olio, sostanze acide come il tamarindo, e spezie come lo zenzero e l’aglio, che prevengono possibili alterazioni della forza vata (aria)

Talvolta, le sostanze necessarie a neutralizzare l’effetto di un certo alimento si trovano in altre parti della stessa pianta; per esempio, il nocciolo, freddo ed amaro, del mango compensa il frutto, dolce e caldo.

In generale, devono essere evitati gli alimenti troppo cotti, troppo crudi, bruciati, di sapore cattivo, acerbi o troppo maturi, putrefatti, stantii o per altre ragioni disgustosi. Le spezie si dovrebbero sempre usare fresche. Come abbiamo detto, la refrigerazione, ed in generale, tutti i processi di conservazione, rendono gli alimenti più pesanti. I cibi avanzati vanno riscaldati, anche se è sempre preferibile evitare di mangiarli, e sono sconsigliate le pietanze fredde e l’acqua ghiacciata.

Deve essere scelto con cura anche il contenitore in cui sono conservati i cibi, per esempio, conservando l’acqua in un vaso di rame, come è usanza in molte parti dell’India, nel giro di quattro o sei ore sono eliminati tutti i batteri; analogo risultato s’ottiene utilizzando contenitori d’argento. Al contrario, si sconsiglia di cucinare e conservare i cibi in vaschette d’alluminio.

I cibi crudi sono più “vivi” di quelli cotti, il loro prana (energia vitale) resta più integro, ma spesso sono più difficili da digerire e possono provocare squilibri dell’organismo. Per esempio, molte brassicacee, fra cui la rapa, il cavolo, i semi di soia, contengono sostanze dette progoitrine che, in caso d’eccessivo consumo delle verdure crude, possono provocare una malattia detta “gozzo da cavolo”, che si può invece evitare cuocendo le verdure. Soltanto le persone dotate di un fuoco digestivo straordinariamente forte possono permettersi di adottare un regime alimentare a base di soli cibi crudi.

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